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Pinerolo e il suo territorio

Data di aggiornamento di questa pagina: 12/10/2011 10:08

La Casa del Vicario

L'edificio restaurato, dov'è e la sua storia

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In lavorazione

Casa del Vicario

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La Casa del Vicario è all'angolo delle vie Trento (a sud) e Principi d'Acaia (a ovest), proprio davanti allo sbocco di via Mazzini.
Gli affreschi interni sono al primo piano, nel locale che si affaccia con due finestre su via Trento (a destra nella foto) e con una finestra su via Principi d'Acaia.

Casa del Vicario

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Dalla facciata sud, su via Trento, sporgono due balconi al secondo e al terzo piano.

Casa del Vicario

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Durante il restauro del palazzo, è stato riportato alla luce l'affresco sul balcone — completamente ricostruito — del secondo piano. Se ne vedano i dettagli in questa pagina.

Casa del Vicario

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La pera (o peira) dla rason, la pietra della ragione. Diverse ipotesi si sono fatte sull'uso di questo angolo smussato, ma in genere concordano sul fatto che fosse un luogo di punizione. La pietra alla base doveva essere più ampia, ma appare tagliata.

Casa del Vicario, terrazzo

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Terrazzino dell'ultimo piano, rivolto verso i cortili, fra tetti, comignoli e un intreccio di antenne.

Casa del Vicario, panorama

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Dal terrazzino dell'ultimo piano si gode di un bel panorama sul centro storico: eccone uno scorcio. A sinistra si vede la facciata sud del Palazzo del Senato; sopra il tetto del palazzo si intravede il loggiato della Casa del Cappellano; più in alto, a destra, l'edificio con le persiane verdi è la Casa delle Suore Giuseppine.

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L'edificio chiamato Casa del Vicario, la cui ristrutturazione interna è ancora in corso, è un palazzo tardoquattrocentesco di pianta irregolare costituito da un piano terreno e da altri tre piani di altezza decrescente.

La facciata su via Trento è orientata in direzione sud sud est (SSE) e la facciata su via Principi d'Acaia, in direzione ovest nord ovest (ONO): d'ora in poi, per brevità, le chiamerò rispettivamente facciate sud e ovest.

Tre portoni alla base dell'edificio hanno archi a sesto ribassato; il quarto ha l'arco a sesto acuto (foto 1 e 2) ed è in comune con i proprietari degli edifici adiacenti. Tutti gli archi sono stati completamente ricostruiti: gli originali erano irrecuperabili.

La dimensione delle finestre — monofore a ogiva(1) — decresce a ogni piano: la facciata verso via Principi d'Acaia ne ha due al primo e al secondo piano, e tre — piccole e con lunetta — all'ultimo; su via Trento, la stretta facciata presenta due finestre al primo piano e due ballatoi in legno ai piani successivi (foto 1, 2 e 3).

Una wp→cornice marcapiano con archetti wp→pensili trilobati(2) separa il piano terra dal primo piano. Da uno dei wp→peducci sporge una faccina (provate a cercarla). Forse si tratta dell'artigiano esecutore del lavoro che volle rappresentare il suo volto — con discrezione: non è molto visibile — e lasciare una sorta di firma.

Casa del Vicario Casa del Vicario Casa del Vicario
Casa del Vicario: finestra con lunetta, archetti e faccina

Nota

Troviamo decorazioni analoghe in via Principi d'Acaia, sotto gli archetti del marcapiano dell’edificio sulla destra (salendo), dopo via Madonna della Grazie:

Casa medievale presso San Maurizio
Casa medievale presso San Maurizio Casa medievale presso San Maurizio Casa medievale presso San Maurizio Casa medievale presso San Maurizio Casa medievale presso San Maurizio
Decorazioni dell’edificio in cima a via Principi d'Acaia

All'angolo tra le vie Trento e Principi d'Acaia, l'edificio ha lo spigolo smussato e rifinito in pietra (foto 4): è noto come pera dla rason(3) e si dice (non ci sono documenti in proposito) che fosse un luogo di punizione.

Durante il restauro del palazzo, sul balcone del secondo piano è emerso un affresco che presenta vari elementi tra i quali spicca lo stemma nobiliare dell'antica famiglia Romagnano, prima proprietaria dell'edificio (foto 3).

Stemma Romagnano
Romagnano

Nell'interno, una striscia di affreschi — raffiguranti battaglie e antiche armi — orna la parte alta delle quattro pareti del salone al primo piano.

Un terrazzo all'ultimo piano, rivolto verso gli edifici e i cortili interni dell'isolato e non visibile dalla strada, offre una suggestiva veduta sul centro storico di Pinerolo (foto 5 e 6).

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Il contesto urbano. La figura 1 qui sotto rappresenta l'area intorno alla Casa del Vicario (il nord è in alto) ed è ottenuta sovrapponendo a una fotografia satellitare i nomi attuali delle vie circostanti (in bianco), i nomi medievali (in giallo) e altri elementi urbani che non esistono più.

Casa del Vicario

Figura 1
Il contesto urbano moderno e medievale
In questa sovrimpressione sono raccolti tutti gli elementi toponomastici moderni e medievalifotografati nel catasto del 1428(1) — dell'area intorno alla Casa del Vicario: la trama viaria è cambiata poco nel tempo. La modifica più rilevante è avvenuta nel secolo scorso quando, nel 1941, via Principi d'Acaia fu risanata abbattendo tutta la stretta striscia di edifici esistente fra il lato destro e quello sinistro della via.

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Figura 1

Il contesto urbano della Casa del Vicario
L'edificio si trova all'angolo dove si incrociano le vie Principi d'Acaia, Mazzini e Trento; da questo stesso incrocio, via Trento diventa porticata su entrambi i lati verso San Donato (foto 4).

Elementi comuni
A parte gli edifici e le vie, i portici erano già presenti nel medioevo. Sono i portici più antichi di Pinerolo.

La toponomastica odierna
Via Principi d'Acaia lambisce il lato sud-ovest del palazzo e via Trento il lato sud-est. Il resto dell'edificio è incuneato fra cortili e case, alcune delle quali sono state costruite prima della Casa del Vicario. Purtroppo, salvo qualche eccezione, sono abbandonate e in pessimo stato di conservazione.

Toponomastica ed elementi medievali
La toponomastica è riferita al catasto del 1428(4).
La ruata Magistralis (le attuali via Trento e via Savoia) era la via principale che attraversava Pinerolo da est a ovest, dalla porta Malaneti (nella zona dell'odierna piazza Facta) alla porta Nagrisa (in seguito, porta di Francia, ora piazza Santa Croce); la via Nova, altrettanto importante, congiungeva il Piano al Borgo della città. Via Petri Faxolii è l'odierna via Assietta; di fronte all'altro sbocco della ruata Porte Barixii (l'attuale via Mazzini) si apriva, nelle mura cittadine, la porta Barixii.
L'isolato parzialmente visibile (in giallo) lungo via Nova fu completamente abbattuto nel 1941, nell'ambito di un piano di risanamento del centro storico che coinvolse molti altri edifici della parte iniziale di via Principi d'Acaia. Il pozzo della Catena (putheus Catene) venne chiuso nel 1517.

Il contesto urbano moderno e medievale
In questa sovrimpressione sono raccolti tutti gli elementi toponomastici moderni e medievalifotografati nel catasto del 1428(4) — dell'area intorno alla Casa del Vicario: la trama viaria è cambiata poco nel tempo. La modifica più rilevante è avvenuta nel secolo scorso quando, nel 1941, via Principi d'Acaia fu risanata abbattendo tutta la stretta striscia di edifici esistente fra il lato destro e quello sinistro della via.

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Contesto storico

La storia del palazzo è in preparazione.

Mitra vescovile
Romagnano, mitra vescovile

(1) Si dice monòfora una finestra con luce unica, senza suddivisioni; si dice a ogiva quando l'arco superiore della finestra è a sesto acuto: è chiamato anche arco gotico. Il sesto, in architettura, è la sagomatura o curvatura di un arco.

(2) Arco trilobato, detto anche a trifoglio per la forma simile al comune trifoglio dei prati.

(3) Si legga la péra dla rasùn con la s sonora (dolce) come in rosa.

(4) Marco Calliero, Dentro le mura, Alzani Editore - 2002, pag. 175 - tav. n. 10.

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